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¿Cuánta materia prima se necesita realmente para las baterías de iones de sodio? El cálculo científico, explicado de forma sencilla

21 de marzo de 2026 | Perspectivas, Baterías de iones de sodio

¿Cuánta materia prima se necesita realmente para las baterías de iones de sodio? El cálculo científico, explicado de forma sencilla

Spoiler: no, el mar no se desalinizaría si todas las baterías del mundo fueran de iones de sodio. Vediamo perché.

Quando si parla di batterie al sodio, una delle obiezioni più diffuse è questa: “Se il sodio viene dal mare, allora per fare abbastanza batterie bisognerebbe desalinizzare gli oceani”. È un’immagine suggestiva, ma è sbagliata.

La realtà è molto diversa: il sodio è uno degli elementi più abbondanti, diffusi e accessibili sulla Terra. Si trova nel mare, certo, ma anche in enormi giacimenti di sale, in salamoie naturali e in una filiera industriale che già oggi movimenta quantità gigantesche di cloruro di sodio. Per questo, dal punto di vista della disponibilità della materia prima, il sodio parte da una base molto più sostenibile e scalabile del litio, sobre todo para el almacenamiento estacionario.

En otras palabras: la sfida delle batterie agli ioni di sodio non è trovare abbastanza sodio. La sfida è trasformare una materia prima abbondante ed economica in celle sempre più efficienti, durevoli, sicure e industrializzabili.

Respuesta corta: anche in uno scenario globale molto spinto, la quantità di sodio necessaria per alimentare decine di TWh di storage sarebbe compatibile con una frazione della filiera mondiale del sale già esistente.

Conclusión: il sodio non richiederebbe di “svuotare il mare”, mentre il litio resta legato a una filiera molto più critica, concentrata e sensibile sotto il profilo estrattivo e geopolitico.

Perché questo tema è importante

La transizione energetica richiederà una quantità enorme di sistemi di accumulo. Con l’aumento di fotovoltaico ed eolico, il mondo avrà bisogno di batterie in grado di immagazzinare energia in modo sicuro, economico e scalabile.

Ed è qui che entra in gioco una domanda decisiva: ¿Alcanzan realmente las materias primas?

Per il litio, la questione è centrale. Per il sodio, invece, il quadro cambia radicalmente: parliamo di un elemento estremamente abbondante, già presente in enormi flussi industriali e distribuito in modo molto più ampio. Questo è uno dei motivi per cui il sodio rappresenta una delle strade più promettenti per una sostenibilità reale dello storage su larga scala.

¿Cuántas baterías necesitaría el mundo?

Non esiste un solo numero definitivo, perché il futuro dello storage sarà composto da più tecnologie: batterie, pompaggio idroelettrico, accumuli termici, idrogeno e altre soluzioni. Ma per fare un ragionamento scientifico serve uno scenario di riferimento.

Podemos usar tres niveles sencillos:

  • 1 TWh di accumulo: escenario muy grande pero aún parcial
  • 10 TWh: escenario global muy relevante
  • 30 TWh: escenario mundial muy ambicioso para el almacenamiento electroquímico

Per capire l’ordine di grandezza: 30 TWh significano 30 miliardi di kWh di capacità installata. È uno scenario volutamente estremo, utile proprio per testare la tesi più forte possibile: se davvero il mondo installasse decine di TWh di batterie al sodio, servirebbe una quantità irrealistica di materia prima?

La risposta, come vedremo, è no.

¿Cuántos sodio se necesitan para 1 kWh? El cálculo físico básico

Para responder hay que partir de la física, no de las impresiones.

En una batería de iones de sodio, cada ion Na+ transporta una carga eléctrica elemental. Una mol de sodio corresponde a aproximadamente 26,8 Ah carga eléctrica transferible.

Asumiendo una tensión media de celda de aproximadamente 3,0 V, una mole di sodio può trasferire circa:

26,8 Ah × 3,0 V = 80,4 Wh

Poiché una mole di sodio pesa circa 23 gramos, el mínimo teórico de sodio para acumular 1 kWh è:

1000 Wh / 80,4 Wh × 23 g ≈ 286 g di sodio

Per semplicità divulgativa e per non sottostimare, arrotondiamo a:

0,30 kg de sodio por cada kWh de batería

Questo valore non è uno slogan commerciale, ma un orden de magnitud físico. Nella pratica può variare in base alla chimica specifica, ai materiali attivi, al design della cella e alle riserve di sodio presenti nel sistema, ma il punto chiave non cambia: la quantità di sodio necessaria resta sorprendentemente contenuta rispetto all’enorme disponibilità naturale del materiale.

Traduzione in numeri reali: da 1 TWh a 30 TWh

Capacità installata Sodio necesario Equivalente en sal (NaCl) Equivalente teórico en agua de mar*
1 TWh 0,30 millones de toneladas aproximadamente 0,76 millones de toneladas circa 0,03 km³
10 TWh 3,0 millones de toneladas circa 7,6 milioni di tonnellate circa 0,28 km³
30 TWh 9,0 millones de toneladas circa 22,9 milioni de tonnellate circa 0,8 km³

*Questo dato indica quanta acqua marina conterrebbe, in teoria, quella quantità di sodio. Non significa che sarebbe necessario trattare quell’acqua con impianti di desalinizzazione.

Refutación clara: no, el mar no se desalinizaría

Qui è fondamentale essere molto chiari.

Las baterías de sodio no requieren la desalinización del mar.

La desalinizzazione è un processo pensato per ottenere agua dulce del agua salada. La cadena de suministro de baterías, en cambio, necesita Sal de sodio como materia prima química. Son dos cosas profundamente diferentes.

Dire che il sodio “può venire dal mare” non significa che il mondo dovrebbe costruire enormi impianti per togliere sale dagli oceani al solo scopo di fare batterie. Il sodio industriale può provenire da:

  • salgemma o roca volcánica
  • saludos naturales
  • evaporación solar
  • flussi chimici e industriali già esistenti

La rappresentazione corretta non è quindi “un mondo che prosciuga il mare”, ma una filiera che attinge a risorse saline vastissime, già oggi utilizzate dall’industria su scala globale.

¿Qué parte de la cadena de suministro de sal se necesitaría realmente?

Il cloruro di sodio, cioè il comune sale, contiene circa il 39,3% de sodio en masa. Esto significa que para obtener 1 tonelada de sodio se necesitan aproximadamente 2,54 toneladas de NaCl.

Aplicando esta relación al escenario de 30 TWh, harían falta aproximadamente 22.9 millones de toneladas de sal.

Sembra tanto? In assoluto sì. Ma su scala industriale globale è un numero pienamente compatibile con una grande filiera già esistente.

Il punto cruciale è proprio questo: anche in uno scenario mondiale molto spinto, il sodio necessario per le batterie rappresenta una quantità gestibile rispetto ai flussi globali del sale.

Questa è una delle ragioni per cui, dal punto di vista materiale, il sodio è strutturalmente più sostenibile del litio: non perché richiede “meno chimica”, ma perché si basa su una risorsa immensamente più diffusa, più accessibile e meno critica.

E dal mare quanto sodio si “prenderebbe” in teoria?

L’acqua marina contiene circa 35 gramos de sales por kilogramo e il sodio è uno dei suoi componenti principali. In media, si può stimare una concentrazione di circa 10,8 gramos de sodio por kilogramo de agua de mar.

Esto significa que 1 metro cúbico de agua de mar contiene aproximadamente 11 kg de sodio..

Por lo tanto, para el escenario de 30 TWh, sería necesario un contenido equivalente de aproximadamente 0,8 km³ di acqua marina.

Este número también debe ser interpretado correctamente:

  • è minúsculo en comparación con la escala de los océanos;
  • non implica alcuna “desalinizzazione del pianeta”;
  • serve solo a mostrare che la quantità di sodio in gioco è piccola rispetto alle risorse disponibili.

Il vero confronto da fare è con il litio

Quando si valuta la sostenibilità di una chimica per batterie, non conta solo la prestazione elettrochimica. Conta anche la base materiale: dove si trovano gli elementi, quanto sono diffusi, quanto è critica la filiera, quanto pesa l’estrazione, quanto è vulnerabile la catena di approvvigionamento.

Ed è qui che il sodio mostra uno dei suoi vantaggi più forti.

Per il litio, una stima comunemente utilizzata è di circa 160 gramos de litio metálico por kWh. Aplicando este valor a 30 TWh di almacenamiento, se llegaría a aproximadamente:

4,8 millones de toneladas de litio

Il punto non è dire che il litio non servirà più. Il punto è capire la differenza tra due mondi molto diversi:

  • el sodio si appoggia a una base materiale vastissima, distribuita, economica e chimicamente già presente in filiere enormi;
  • el litio resta legato a una catena di approvvigionamento più delicata, più concentrata geograficamente, più esposta a tensioni industriali e geopolitiche.

En resumen: il litio è più leggero e più energetico per unità di massa, ma il sodio è molto più abbondante e molto più naturale da scalare sul piano delle materie prime.

Perché questo conta davvero per la sostenibilità

Quando si parla di sostenibilità non bisogna fermarsi alla parola “green”. Bisogna chiedersi: questa tecnologia può essere prodotta in grandi volumi senza creare nuove dipendenze critiche?

Nel caso del sodio, la risposta è molto più incoraggiante rispetto al litio, soprattutto per applicazioni come:

  • acumulación residencial
  • almacenamiento comercial e industrial
  • sistemas fotovoltaicos
  • redes eléctricas y escala de servicios públicos

Per queste applicazioni, la priorità non è solo avere la massima densità energetica possibile. È avere anche:

  • materias primas disponibles
  • maggiore stabilità dei costi
  • catene di fornitura più robuste
  • mayor seguridad
  • una tecnología realmente escalable a largo plazo

Ed è qui che il sodio può rappresentare una forma di sostenibilità più concretano teórica, no solo ambiental en sentido narrativo, sino industrial, material y sistémica.

La conclusión científica

Si el mundo instalara decenas de TWh de baterías de iones de sodio, no deberíamos desalinizar el mar e non ci troveremmo davanti a un problema di scarsità intrinseca della materia prima.

Dovremmo invece fare ciò che ogni grande tecnologia richiede:

  • industrializar la producción
  • refinar los materiales
  • optimizar la química de las celdas
  • mejorar procesos, electrónica, BMS e integración de sistemas

Questo è il punto fondamentale: la sfida del sodio non è l’abbondanza della risorsa, ma la maturazione della tecnologia.

En resumen: il sodio non è interessante perché “viene dal mare”, ma perché si basa su una materia prima straordinariamente abbondante, diffusa e già disponibile su scala industriale. Per questo, nel lungo periodo, rappresenta una delle basi più solide per uno storage davvero sostenibile.

Domanda finale: la vera sostenibilità dello storage passerà dal sodio?

Per alcune applicazioni ad altissima densità energetica il litio continuerà a essere centrale. Ma quando il tema è almacenar tanta energía de forma segura, accesible, replicable y escalable a nivel mundial, el sodio tiene un argumento muy fuerte a su favor: la materia prima non è il problema.

Ed è proprio per questo che sempre più attenzione si sta spostando verso le batterie agli ioni di sodio: non come curiosità tecnologica, ma come candidata seria a rendere lo storage energetico più resiliente, più democratico e più sostenibile per il pianeta.

Contenuto tecnico redatto e sottoposto a revisione interna da HEIWIT R&D, la funzione che qualifica le celle e conduce le prove sui sistemi di accumulo Heiwit.