Il 14 ottobre 2026 il mercato elettrico italiano ha registrato per la prima volta un prezzo zonale orario negativo. Nel Mercato del giorno prima le zone Sud, Calabria e Sicilia hanno chiuso a −0,01 €/MWh dalle 12 alle 15, e a zero dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17, mentre nelle stesse ore il Nord pagava oltre 180 €/MWh. La sera il prezzo è risalito a 295,58 €/MWh in tutta Italia. Il segno meno vale un millesimo di centesimo per kWh, ma il segnale per chi ha il fotovoltaico è chiaro: al Sud, in certe giornate, l’energia immessa in rete nelle ore di sole non viene pagata, mentre quella comprata la sera costa come sempre. Una batteria gestita da AI-Care tiene l’energia del giorno per la sera e vende solo quella che avanza, prima che arrivi il sole.
Cosa è successo il 14 ottobre
Ogni giorno il Gestore dei mercati energetici (GME) fissa nel Mercato del giorno prima (MGP) il prezzo dell’energia elettrica del giorno seguente, ora per ora e zona per zona. L’Italia è divisa in sette zone di mercato: Nord, Centro-Nord, Centro-Sud, Sud, Calabria, Sicilia e Sardegna. Finché le linee che le collegano hanno spazio, il prezzo è lo stesso dappertutto; quando una linea si riempie, la zona che ha energia in più resta isolata e il suo prezzo scende.
L’asta chiusa il 13 ottobre per il giorno dopo ha dato questo risultato. Nelle zone Sud, Calabria e Sicilia il prezzo è sceso a 100 €/MWh fra le 8 e le 9, a zero dalle 9, a −0,01 €/MWh dalle 12 alle 15, poi è tornato a zero fino alle 17. Nelle stesse ore centrali il Nord e il Centro-Nord stavano fra 181 e 188 €/MWh, il Centro-Sud e la Sardegna fra 28 e 58 €/MWh. Dalle 17 il prezzo è risalito ovunque e fra le 19 e le 20 l’Italia è tornata un’unica zona, a 295,58 €/MWh.
Tutti i prezzi orari del 14 ottobre 2026 (€/MWh)
| Uhrzeit | Sud, Calabria, Sicilia | Centro-Sud, Sardegna | Nord, Centro-Nord | Pun |
|---|---|---|---|---|
| 0–1 | 190,10 | 202,00 | 202,00 | 200,35 |
| 1–2 | 190,10 | 190,80 | 190,80 | 190,70 |
| 2–3 | 190,10 | 192,25 | 192,25 | 191,96 |
| 3–4 | 186,97 | 193,22 | 193,22 | 192,38 |
| 4–5 | 184,37 | 194,44 | 194,44 | 193,09 |
| 5–6 | 200,25 | 200,25 | 200,25 | 200,25 |
| 6–7 | 245,00 | 245,00 | 245,00 | 245,00 |
| 7–8 | 190,10 | 276,64 | 276,64 | 265,55 |
| 8–9 | 100,00 | 287,07 | 300,82 | 273,08 |
| 9–10 | 0,00 | 220,67 | 265,00 | 223,27 |
| 10–11 | 0,00 | 200,00 | 253,08 | 211,01 |
| 11–12 | 0,00 | 59,49 | 212,08 | 154,42 |
| 12–13 | −0,01 | 47,21 | 183,33 | 130,60 |
| 13–14 | −0,01 | 27,83 | 181,50 | 126,43 |
| 14–15 | −0,01 | 58,43 | 188,40 | 138,10 |
| 15–16 | 0,00 | 85,75 | 214,49 | 161,41 |
| 16–17 | 0,00 | 171,00 | 242,79 | 197,45 |
| 17–18 | 222,76 | 240,20* | 248,02 | 243,01 |
| 18–19 | 261,30 | 271,85 | 271,85 | 270,43 |
| 19–20 | 295,58 | 295,58 | 295,58 | 295,58 |
| 20–21 | 263,13 | 270,01 | 270,01 | 269,04 |
| 21–22 | 243,77 | 243,77 | 243,77 | 243,77 |
| 22–23 | 227,15 | 227,15 | 227,15 | 227,15 |
| 23–24 | 216,40 | 216,40 | 216,40 | 216,40 |
* Sardegna 234,97 €/MWh fra le 17 e le 18. Fonte: GME, esiti del Mercato del giorno prima, prezzi orari.
Due precisazioni per chi confronta le fonti. Il GME numera le ore da 1 a 24: le «ore 13, 14 e 15» citate nei primi resoconti sono le fasce dalle 12 alle 15. Dal 1° ottobre 2025, inoltre, il mercato europeo del giorno prima lavora anche a quarti d’ora e il GME pubblica i prezzi sia per quarto d’ora sia per ora. Secondo l’analisi di Andrea Giuseppe Ragno, i quarti d’ora a −0,01 €/MWh sono stati 13 consecutivi, dalle 12:00 alle 15:15, e il prezzo è rimasto a zero o sotto dalle 8:30 alle 16:45.
È la prima volta per il Mercato del giorno prima italiano. Sui mercati infragiornalieri, dove i produttori correggono i programmi a ridosso della consegna, in Sicilia i prezzi negativi si erano già visti in decine di giornate dal 2025, e quel giorno la terza asta infragiornaliera è arrivata a quasi −60 €/MWh.
Come livello, −0,01 €/MWh è simbolico: il mercato si è fermato al primo gradino sotto lo zero. Il prezzo minimo del mercato europeo del giorno prima è −600 €/MWh dal 28 maggio 2026, quando è stato abbassato da −500 dopo i record negativi di fine aprile e inizio maggio. Il 1° maggio 2026 Francia e Austria erano arrivate a circa −499 €/MWh.
Perché proprio al Sud
Al Sud si sono sommate tre condizioni. I numeri che seguono vengono dall’analisi di Ragno sui dati pubblici di Terna e del GME.
- Molto vento. La zona Sud ha prodotto 59,5 GWh dall’eolico, circa tre volte e mezzo la media giornaliera di agosto; la Sicilia 25,2 GWh, circa cinque volte. Nelle ore centrali il solo fotovoltaico delle tre zone arrivava a circa 4,6 GW.
- Poca domanda. A mezzogiorno Sud, Calabria e Sicilia consumavano circa 4,5 GW: il fotovoltaico da solo copriva quasi tutto. La Sicilia ha consumato in tutta la giornata 40,5 GWh, circa due terzi di un giorno medio di agosto.
- Linee piene. Il collegamento fra Sud e Centro-Sud era limitato a 2.400 MW fra le 10 e le 15, contro i 4.100–5.600 MW delle ore centrali di settembre; quello fra Centro-Sud e Centro-Nord era pieno, a 2.000 MW, dalle 11 alle 16. L’energia in più non poteva salire verso il Nord, che intanto importava dall’estero.
Secondo la stessa analisi, gli accumuli che avrebbero potuto assorbire quell’energia erano pochi: al Sud qualche decina di MW di batterie, mentre i pompaggi siciliani, 885 MW, hanno comprato nel Mercato del giorno prima circa 1 GWh contro i circa 7,5 GWh che avrebbero potuto prendere nelle ore a prezzo zero o negativo. Una parte della produzione è stata semplicemente tagliata: fra le 11 e le 15, stima Ragno, fra 2,1 e 2,6 GW di eolico e fotovoltaico del Sud offerti a zero o sotto non hanno trovato chi li comprasse. Come ha spiegato a pv magazine Valerio Covicchio, country manager di Whes, le offerte a prezzo negativo esistono da tempo, in Europa e in Italia: ci sono impianti che preferiscono pagare pur di non fermarsi. La novità del 14 ottobre è che la domanda è scesa abbastanza da incontrarle.
Il prezzo a zero, invece, al Sud non è una novità. Sui prezzi orari del GME di gennaio–ottobre 2026 le ore con prezzo zero o negativo sono state queste:
| Zona di mercato | Ore a prezzo zero o negativo, gen–ott 2026 |
|---|---|
| Sizilien | 177 |
| Calabria | 175 |
| Süden | 174 |
| Sardegna | 95 |
| Mitte-Süden | 73 |
| Nord e Centro-Nord | 14 |
Elaborazione Heiwit sui prezzi zonali orari del GME. Al Sud quasi metà di queste ore (85) è caduta a maggio.
Cosa cambia per chi ha il fotovoltaico a casa
Chi vende al GSE l’energia che non consuma, con il ritiro dedicato, può essere pagato al prezzo zonale orario, cioè il prezzo della propria zona nell’ora in cui l’energia entra in rete. Il 14 ottobre, per un impianto in Puglia, Basilicata, Molise, Calabria o Sicilia pagato in questo modo, l’energia immessa fra le 9 e le 17 non ha reso niente. Che alle tre ore a −0,01 €/MWh venga applicato o no il segno meno cambia frazioni di millesimo di centesimo: quello che conta è lo zero. Chi ha diritto ai prezzi minimi garantiti e li ha scelti riceve per le rinnovabili 4,75 centesimi per kWh nel 2026, entro 1,5 milioni di kWh l’anno, e a fine anno un conguaglio se i prezzi zonali avrebbero reso di più.
Dal lato degli acquisti il prezzo è un altro. Le offerte indicizzate seguono il PUN, che è unico per tutta Italia: il 14 ottobre non è mai sceso sotto 126,43 €/MWh, fra le 13 e le 14, e fra le 19 e le 20 era a 295,58 €/MWh, prima di trasporto, oneri e imposte. È qui la trappola: chi quel giorno, in Sicilia, ha immesso in rete l’energia del mezzogiorno e ha ricomprato energia la sera, ha ceduto gratis e ripagato al prezzo più alto della giornata.
Cosa hanno fatto quel giorno le batterie Heiwit al Sud
Abbiamo guardato i dati orari, misurati dagli inverter, di un campione di impianti Heiwit con batteria nelle zone Sud, Calabria e Sicilia.
Poco più di un terzo della produzione è stato messo da parte quando il mercato non lo pagava e restituito alla casa nelle ore in cui l’energia costa di più: il 57% dell’energia scaricata dalle batterie è uscita dalle 17 in poi, in ore in cui il PUN valeva in media 254 €/MWh, media pesata sull’energia scaricata. Il resto della produzione è andato in parte ai consumi di casa e per il 44% in rete, e il 97,5% di questa quota è uscito in ore a prezzo zero o negativo: una batteria piena non può fare di più.
Le trappole dei prezzi a zero e come le evita AI-Care
AI-Care è lo Smart Energy Manager di Heiwit: ogni giorno prepara un piano ora per ora per la batteria, lo comanda all’inverter e lo corregge mentre la giornata va avanti (come funziona AI-Care, ora per ora). Una giornata come il 14 ottobre mette in fila cinque trappole.
1. Fare i conti con il prezzo sbagliato
Il PUN è il prezzo a cui si compra, non quello a cui si vende. Fra le 13 e le 14 del 14 ottobre il PUN valeva 126,43 €/MWh, la Sicilia −0,01: un calcolo fatto sul PUN avrebbe dato a ogni kWh immesso in Sicilia un valore di oltre 12 centesimi che nessuno ha pagato. AI-Care valuta le vendite di ogni ora con il prezzo zonale della zona in cui si trova l’impianto, ricavata dalla sua posizione, e gli acquisti con il PUN. I piani e le stime di risparmio dell’app partono così dai prezzi veri della tua zona.
2. Regalare l’energia a mezzogiorno e ricomprarla la sera
È la trappola più costosa, e la batteria serve proprio a evitarla. Con AI-Care, dal tramonto al mattino la casa usa l’energia della batteria e AI-Care non la vende la sera: la tiene per i consumi fino all’alba. L’unica eccezione è la modalità Vacanza, quando la casa è vuota: in quei giorni AI-Care vende l’energia che non serve nelle ore con il prezzo previsto più alto, anche la sera. Il 14 ottobre, al Sud, l’ora più pagata è stata quella fra le 19 e le 20.
3. Vendere quando il mercato non paga
Se al mattino la batteria ha più energia di quanta ne serva fino all’arrivo del sole, AI-Care vende la parte in più prima che il fotovoltaico parta, e subito dopo il sole ricarica la batteria per la sera. Di norma le ore prima del sole sono pagate più di quelle centrali: il 14 ottobre, al Sud, il prezzo era di 245 €/MWh fra le 6 e le 7 e di 190,10 €/MWh fra le 7 e le 8, contro lo zero delle ore centrali. Sugli impianti con AI-Care attivo, dal 22 ottobre al 2 novembre 2026 l’energia immessa in rete prima delle 10 valeva in media 268 €/MWh, quella immessa fra le 10 e le 17 199 €/MWh (prezzo zonale orario di ciascun impianto, media pesata sull’energia).
Un limite va detto. L’ora della vendita è legata all’arrivo del sole, non inseguita sul listino: è subito dopo che la batteria può ricaricarsi. Nelle giornate in cui lo zero arriva presto, come il 14 ottobre al Sud dalle 9, o il 27 e il 29 ottobre in Sardegna con prezzi negativi già fra le 9 e le 11, la parte di vendita che sconfina nelle prime ore di sole viene pagata poco o niente.
4. Riempire la batteria troppo presto
Nelle giornate di sole la batteria si riempie spesso a metà mattina, e da lì in avanti tutta la produzione delle ore centrali va in rete al prezzo più basso. La ricarica al picco di produzione, funzione opzionale di AI-Care spenta di serie, fa aspettare la batteria dopo la vendita del mattino e la riempie con le ore centrali, scegliendo ogni giorno dal meteo l’ora di ripartenza perché arrivi comunque piena a sera. È utile dove il prezzo cala solo nelle ore centrali, come al Nord il 14 ottobre (300,82 €/MWh fra le 8 e le 9, 181,50 €/MWh fra le 13 e le 14), e sugli impianti con molti pannelli rispetto all’inverter. In una giornata come quella al Sud, con lo zero dalle 9 alle 17, spostare la ricarica non cambia il ricavo: conta solo che la batteria arrivi piena a sera.
5. Pensare che i prezzi negativi paghino chi consuma
Per una famiglia il prezzo negativo non arriva in bolletta: chi compra con un’offerta indicizzata paga il PUN, che il 14 ottobre non è sceso sotto 126,43 €/MWh, più trasporto, oneri e imposte. AI-Care, del resto, non carica la batteria dalla rete: decide solo come usare l’energia prodotta dal tuo tetto.
Aggiornamento del 3 novembre: cosa è successo dopo
Il 14 ottobre non è rimasto un caso isolato. Sabato 24 ottobre è toccato alla Sardegna, per la prima volta: −0,10 €/MWh fra le 16 e le 17. Il 27 ottobre la Sardegna è scesa a −2,03 €/MWh fra le 9 e le 10 e a −0,75 €/MWh fra le 10 e le 11 e fra le 14 e le 15; il 29 ottobre a −1,06 e −1,00 €/MWh fra le 9 e le 11.
Nell’intervista pubblicata da pv magazine il 22 ottobre si ricorda che nel 2026, fino al 16 ottobre, il PUN era stato a zero per 14 ore (10 nel fine settimana del 1–3 maggio, 3 il 24 maggio, 1 il 5 luglio) e Covicchio si aspetta i prossimi PUN a zero in primavera; nello stesso periodo il fotovoltaico installato in Italia è passato da 41,1 GW a settembre 2025 a 48,3 GW a settembre 2026. Finché reti e accumuli non cresceranno al passo del fotovoltaico, giornate come il 14 ottobre potranno ripetersi al Sud e nelle isole.
Häufig gestellte Fragen
Che cos’è un prezzo zonale negativo?
È il prezzo di un’ora, in una zona di mercato, che chiude sotto lo zero: chi immette energia in quell’ora, invece di essere pagato, paga. Succede quando in una zona c’è più energia di quanta se ne possa consumare o esportare e alcuni produttori preferiscono pagare pur di non fermarsi. In Italia è successo per la prima volta il 14 ottobre 2026, a −0,01 €/MWh, nelle zone Sud, Calabria e Sicilia.
Con i prezzi negativi la bolletta di casa scende?
No. Le offerte indicizzate seguono il PUN, che è un prezzo nazionale e il 14 ottobre non è sceso sotto 126,43 €/MWh; a questo si aggiungono trasporto, oneri e imposte.
Chi ha il ritiro dedicato ci rimette?
Chi è pagato a prezzo zonale orario, in quelle ore, non incassa niente: il valore negativo è così piccolo da essere trascurabile. Chi ha scelto i prezzi minimi garantiti riceve 4,75 centesimi per kWh (valore 2026, entro 1,5 milioni di kWh l’anno) e a fine anno un conguaglio se i prezzi zonali avrebbero reso di più. In entrambi i casi l’energia immessa a mezzogiorno vale molto meno di quella che si ricompra la sera.
Succederà ancora?
È già successo: in Sardegna il 24, il 27 e il 29 ottobre 2026. Le ore a prezzo zero al Sud e nelle isole sono già frequenti: da gennaio a ottobre 2026 sono state 177 in Sicilia, 175 in Calabria e 174 nella zona Sud.
AI-Care compra energia dalla rete quando costa poco?
No. AI-Care non carica la batteria dalla rete: decide quando la casa usa la batteria, quando la batteria si ricarica con il sole e quanta energia vendere al mattino. Un prezzo zonale negativo, del resto, non arriva a chi compra energia con un’offerta domestica.
Cosa conviene fare con un impianto fotovoltaico al Sud?
Usare in casa quanta più energia possibile nelle ore di sole, per esempio con lavatrice, lavastoviglie e acqua calda, e con una batteria spostare la produzione del giorno verso la sera. Il 14 ottobre, sugli impianti Heiwit del Sud, il 57% dell’energia restituita dalle batterie è uscita dopo le 17, quando il PUN valeva in media 254 €/MWh.
Fonti
- GME, esiti del Mercato del giorno prima, prezzi zonali e PUN Index GME, prezzi orari dal 1° gennaio al 31 ottobre 2026.
- GME, SDAC 15-Minute Market Time Unit (MTU) Go-Live Date, 13 maggio 2025.
- ARERA, Ritiro dedicato e prezzi minimi garantiti.
- GSE, Ritiro dedicato, regolazione economica del servizio.
- Sergio Matalucci, Prezzi elettrici negativi in Italia: un evento storico che apre nuovi scenari per gli accumuli?, pv magazine Italia, 22 ottobre 2026.
- Sergio Matalucci, Italy’s negative prices highlight battery storage opportunity, ESS News, 23 ottobre 2026.
- Andrea Giuseppe Ragno, Italy’s first negative prices, 22 ottobre 2026.
- Alfredo Spalla, MGP, anche la Sardegna vede i prezzi negativi per la prima volta, Montel News, 23 ottobre 2026.
- Prezzi negativi, il floor sulle borse UE scende a −600 €/MWh, Staffetta Quotidiana, 7 maggio 2026.
- Heiwit, elaborazione dei dati orari di un campione di impianti con batteria monitorati da AI-Care: zone Sud, Calabria e Sicilia il 14 ottobre 2026; impianti con AI-Care attivo dal 22 ottobre al 2 novembre 2026.
AI-Care è lo Smart Energy Manager Heiwit; il funzionamento ora per ora è nella guida So funktioniert AI-Care. Altre guide, calcolatori e tutorial nella Sammlung der Heiwit-Ratgeber.
