Dai BESS alla batteria di casa
Nata nei grandi accumuli. La batteria di casa che dopo 8.000 cicli ha ancora l’80% della capacità.
Heiwit progetta sistemi di accumulo in container per l’industria. La batteria domestica NA-45.6V170Ah da 7,75 kWh monta le stesse celle polianioniche NFPP e lo stesso modulo di base: quello che in un BESS lavora al limite, in casa lavora con margine.

- 8.000 ciclicon capacità residua all’80%: dato di prova delle celle NFPP, a profondità di scarica del 95%
- 7,75 kWhin tre parti da 40 kg, in versione verticale o orizzontale
- Fino a 6moduli in parallelo nello stesso impianto: da 7,75 a 46,5 kWh
- Da gennaio 2027dalla rete di installatori Heiwit
Un BESS
Che cosa è un BESS e che cosa deve reggere
BESS sta per Battery Energy Storage System, sistema di accumulo a batteria. Nella taglia industriale è un container: dentro, migliaia di celle collegate in moduli e rack, un sistema di raffreddamento, l’elettronica che sorveglia ogni cella e la protezione antincendio. Serve a un’azienda per tagliare i picchi di prelievo, a un parco fotovoltaico per spostare l’energia dal mezzogiorno alla sera, alla rete per tenere stabile la frequenza.
Un BESS lavora in condizioni che una batteria di casa non vede mai.
Cicli
Si carica e si scarica anche due o tre volte al giorno, per quindici anni: decine di migliaia di cicli uno dopo l’altro.
Correnti
I servizi di rete chiedono di assorbire ed erogare potenza in pochi secondi. Ogni cella deve reggere correnti alte senza scaldarsi troppo e senza invecchiare in fretta.
Calore
Un megawattora in trenta metri cubi produce calore a ogni ciclo. Il raffreddamento tiene le celle in una finestra di pochi gradi, giorno e notte, d’estate e d’inverno.
Sicurezza
Il container sta accanto a un capannone dove lavorano persone. Una cella che si scalda oltre il dovuto non deve trascinare le altre.
Costo per chilowattora
Chi investe in un BESS non guarda il prezzo d’acquisto, ma quanto costa ogni chilowattora restituito in quindici anni. La durata decide se l’investimento rende.
Per questo in un BESS la densità di energia, che conta tanto in un’auto, conta poco: lo spazio in un piazzale costa meno di una sostituzione anticipata. Contano durata, stabilità termica e materie prime abbondanti. È il terreno su cui la chimica al sodio polianionica dà il meglio. Perché nel BESS industriale la durata viene prima della densità.

Il progetto Heiwit
Un container agli ioni di sodio, progettato per l’industria
Heiwit progetta BESS in container agli ioni di sodio per l’industria: raffreddamento a liquido, protezione antincendio su più livelli, un’elettronica di gestione che legge tensione e temperatura di ogni cella. Dentro, le stesse celle polianioniche NFPP della batteria di casa.
È lì che la cella e il modulo sono stati scelti: dove due o tre cicli al giorno, correnti alte e calore sono la normalità. Per un progetto industriale, parliamone.
Che cosa abbiamo imparato
Tre parole: resistenza, potenza, resilienza
Le prove di qualifica delle celle NFPP, lette con gli occhi di chi deve far lavorare un container per quindici anni.
Resistenza
In un catodo polianionico il sodio entra ed esce da un reticolo rigido di fosfati, che si deforma pochissimo a ogni ciclo: è il motivo per cui la cella regge migliaia di cicli conservando la capacità. Nelle prove di qualifica, dopo 8.000 cicli a profondità di scarica del 95% la capacità residua è ancora l’80%.
Potenza
Nella prova di scarica a 4C, cioè tutta la capacità in un quarto d’ora, la cella NFPP eroga il 98,2% della capacità e si scalda di 15,5 °C; una cella al litio ferro fosfato di riferimento, nella stessa prova, eroga l’82,8% e si scalda di 22,1 °C. Meno calore a parità di corrente vuol dire un sistema che si difende da solo, prima ancora che intervengano l’elettronica e il raffreddamento.
Resilienza
A −20 °C la cella conserva il 95% della capacità (la cella LFP di riferimento il 67,8%). Nelle prove di abuso, penetrazione con un chiodo, sovraccarico, cortocircuito, schiacciamento, riscaldamento fino a 300 °C e prova in forno, nessun incendio e nessuna esplosione. Il rischio termico è ridotto rispetto a molte chimiche al litio, non nullo: per questo nel container restano il raffreddamento, l’antincendio e un’elettronica che sorveglia ogni cella.
Dati di cella, non del modulo, dalle prove di qualifica del produttore delle celle: le celle polianioniche NFPP, il comportamento al freddo, le prove di sicurezza.
La stessa cella, lo stesso modulo
Il modulo di base dei BESS, portato in casa
La batteria domestica NA-45.6V170Ah non è un prodotto disegnato a parte: è il modulo di base dei BESS Heiwit, portato in casa. È la logica della Formula 1: la tecnologia nasce dove le condizioni sono più dure, poi arriva di serie.
La cella
Polianionica NFPP, fosfato-pirofosfato di sodio e ferro: 170 Ah a 2,85 V. Senza litio, cobalto né nichel.
Il modulo
Sedici celle in serie: 45,6 V per 170 Ah, cioè 7,75 kWh. È lo stesso mattone nel container e in casa.
Nel container
Centinaia di moduli in rack, con raffreddamento a liquido e antincendio su più livelli.
In casa
Un modulo da 7,75 kWh, in tre parti da 40 kg, in colonna o in orizzontale: la batteria NA-45.6V170Ah. Fino a 6 moduli in parallelo.

- Tre parti da 40 kg, in versione verticale, a colonna, o orizzontale, più bassa, per un sottoscala o lo spazio sotto una finestra. Si porta a mano, senza carrelli.
- Perché proprio 7,75 kWh. Una batteria da 5 kWh avrebbe dieci celle e 28,5 V, fuori dalla finestra di lavoro degli inverter a 48 V. Per questo il taglio è 7,75 kWh e la capacità si fa a moduli.
- Fino a 6 moduli in parallelo nello stesso impianto: da 7,75 a 46,5 kWh, con gli inverter ibridi Heiwit Virgo e Lybra.
- Da gennaio 2027, dalla rete di installatori Heiwit. La batteria da 10 kWh di oggi (NA-48V210Ah, celle a ossidi stratificati) resta in vendita fino a fine anno e continua a essere seguita e assistita. Non si collega in parallelo alla nuova: le tensioni di lavoro delle due chimiche sono diverse.
Il dato
8.000 cicli con l’80% di capacità: che cosa vuol dire
Il dato di prova delle celle NFPP: dopo 8.000 cicli completi di carica e scarica a profondità di scarica del 95%, la capacità residua è l’80%. In parole semplici, dopo 8.000 cicli la cella tiene ancora quattro quinti di quello che conteneva all’inizio, e continua a lavorare.
Portiamolo in casa.
- 1 ciclo al giornoal massimo: una batteria domestica si riempie di giorno con il sole e si svuota la sera, spesso meno di un ciclo intero.
- 22 anni di ciclia un ciclo al giorno, 8.000 cicli sono 22 anni di cicli.
- Più del 99% ogni annoa un ciclo al giorno, da un anno all’altro resta più del 99% della capacità: la differenza su 7,75 kWh è circa 70 Wh, quanto consuma una lampadina LED da 10 W in sette ore.
- 6,2 kWhquello che una batteria da 7,75 kWh tiene ancora dopo 8.000 cicli: la sera la copre ancora.
Le condizioni contano. È un dato di prova sulle celle, non una promessa sugli anni: la vita reale dipende da temperatura, profondità di scarica, stato di carica medio e da come l’impianto è gestito. Per confronto, la prima generazione Heiwit, con celle a ossidi stratificati, dichiara oltre 6.500 cicli a DoD 90% con capacità residua oltre il 70%.
La tecnologia nasce dove le condizioni sono più dure. Poi arriva di serie.
Quello che in un container deve reggere due o tre cicli al giorno, in casa ne fa al massimo uno.
Che cosa cambia
Per chi installa e per chi la usa
Per chi installa
- Stessi inverter Virgo (monofase) e Lybra (trifase), stessa app, stesso AI-Care: si installa come oggi.
- Tre parti da 40 kg: si portano a mano, anche in un sottoscala.
- Fino a 6 moduli in parallelo nello stesso impianto: da 7,75 a 46,5 kWh.
- Due formati, stessa batteria dentro: si sceglie in sopralluogo.
- Passaporto digitale della batteria, con il codice QR previsto dal Regolamento (UE) 2023/1542.
Per chi la usa
- Una batteria che lavora ogni giorno e conserva la capacità: dopo migliaia di cicli copre ancora la sera.
- Al freddo le celle rendono: a −20 °C conservano il 95% della capacità (dato di prova).
- Celle senza litio, cobalto né nichel.
- Rischio termico ridotto rispetto a molte chimiche al litio, non nullo.
Garanzia: 10 anni oppure un monte di energia erogata, il limite che arriva prima. Le condizioni sono nella pagina Condizioni di garanzia.
Domande frequenti
Le risposte, prima di scegliere
No. L’80% è la capacità che resta dopo la prova di 8.000 cicli; la batteria continua a lavorare. Il dato serve a confrontare le chimiche, non segna una fine.
No. È la generazione in servizio, con la sua garanzia e la sua assistenza, lo stesso inverter e la stessa app.
No: le tensioni di lavoro delle due chimiche sono diverse. Un ampliamento si fa con una batteria della stessa generazione.
Per un progetto industriale scrivici dalla pagina Contattaci: valutiamo insieme numeri e scenario.
Il prossimo passo
Troviamo la configurazione giusta per il tuo impianto.
Raccontaci consumi e spazio disponibile: ti mettiamo in contatto con un installatore Heiwit della tua zona.
Dati aggiornati al 31 ottobre 2026. Le fonti sono le prove di qualifica delle celle NFPP e le pagine Heiwit collegate nel testo.