Due batterie con lo stesso prezzo di listino possono costare, alla fine della loro vita, il doppio l’una dell’altra. Non è un paradosso: è quello che succede quando si confronta il prezzo d’acquisto invece del costo dell’energia che quella batteria riuscirà davvero a immagazzinare e restituire nel tempo.
È il confronto che gli installatori si trovano a fare ogni volta che presentano un preventivo, spesso davanti a un cliente che guarda solo la cifra in fondo alla pagina. Qui proviamo a mettere in fila i quattro numeri che contano davvero, e in fondo trovate un calcolatore per farlo sui vostri.
Il prezzo di listino non dice quanto costa l’energia
Una batteria non si compra per possederla: si compra per la quantità di energia che farà passare al suo interno prima di smettere di essere utile. Il metro corretto, quindi, non è l’euro per kilowattora nominale, ma l’euro per kilowattora effettivamente ciclato nell’arco della vita del sistema.
Per arrivarci servono quattro dati, che ogni scheda tecnica seria dichiara.
1. La capacità nominale
I kilowattora dichiarati. È il numero che tutti guardano, ed è anche il meno informativo dei quattro, perché da solo non dice quanti di quei kilowattora siano realmente utilizzabili.
2. La profondità di scarica (DoD)
La percentuale di capacità che si può effettivamente usare senza danneggiare le celle. Una batteria da 10 kWh con DoD all’80% mette a disposizione 8 kWh per ciclo, non 10. È la differenza fra capacità dichiarata e capacità disponibile, e su un confronto fra due prodotti può valere il 20% del valore reale.
3. Il numero di cicli
Quante cariche e scariche complete la batteria sostiene prima di arrivare a fine vita utile. Attenzione: un numero di cicli senza la capacità residua a cui si riferisce non significa nulla. Dire “6.000 cicli” è come dire “dura tanto”: la domanda giusta è 6.000 cicli fino a quale percentuale di capacità residua?
4. La capacità residua a fine vita
Quanto rimane, in percentuale, quando i cicli dichiarati sono esauriti. Serve a due cose: a rendere confrontabile il numero di cicli, e a stimare l’energia media effettivamente disponibile durante tutta la vita del sistema, che sta a metà fra la capacità iniziale e quella finale.
La formula
Messi insieme, i quattro numeri danno l’energia totale che la batteria ciclerà nella sua vita:
Energia totale = capacità × DoD × cicli × degrado medio
dove il degrado medio è la media fra 100% e la capacità residua dichiarata.
E da lì il numero che conta:
Costo per kWh ciclato = prezzo ÷ energia totale
È un conto che si fa in trenta secondi e che ribalta parecchi confronti. Ecco il calcolatore: inserite i dati della batteria che state valutando a sinistra, e confrontateli con quelli della nostra a destra.
Batteria che state valutando
Heiwit NA+ agli ioni di sodio
Dati di scheda tecnica: non sono modificabili perché sono i nostri.
Compili i campi per vedere il confronto: bastano prezzo, capacità, DoD, cicli e capacità residua.
Il calcolo considera l’energia complessivamente ciclata nell’arco della vita dichiarata, assumendo un degrado lineare fra capacità iniziale e capacità residua. Non tiene conto di efficienza di conversione, costi di installazione, sostituzioni o valore residuo: serve a confrontare due prodotti sullo stesso metro, non a preventivare un impianto.
Cosa guarda un installatore, oltre al numero
Il costo per kilowattora ciclato è il modo corretto di confrontare due prodotti, ma non esaurisce la scelta. Tre elementi non entrano nella formula e pesano quanto e più di quel numero.
La sicurezza. È la prima domanda che fa il cliente finale quando gli si dice che l’accumulo va in casa o in garage. La chimica al sodio non impiega litio, cobalto né nichel, e questo cambia la conversazione.
L’assistenza. Una batteria che dura vent’anni ha senso solo se chi la produce risponde al telefono per vent’anni. Vale la pena chiedere dove sta il centro assistenza e chi lo gestisce.
La garanzia. Non la durata dichiarata, ma cosa copre esattamente e chi la onora: il produttore, l’importatore o il distributore.
Em resumo
Confrontare due accumuli sul prezzo di listino è come confrontare due auto sul prezzo del pieno. Il numero da mettere sul tavolo, davanti al cliente, è quanto costa ogni kilowattora che quella batteria restituirà nell’arco della sua vita. Nella maggior parte dei casi è anche il numero che rende una scelta apparentemente più cara la più conveniente delle due.
Siete installatori e volete il listino riservato o un confronto sui vostri numeri? Scriveteci dall’area installatori.