Produrre in un anno una quantità di energia simile ai consumi annuali di un perimetro non significa renderlo autosufficiente. Per trasformare il potenziale dei tetti pubblici in energia realmente utilizzata servono profili orari, rete, contratti, accumulo e regole di condivisione.
Il capitolo in 8 slide
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Bilancio annuo e autosufficienza non sono sinonimi
Nel report originario il fabbisogno elettrico della PA era indicato nell’ordine di 5–7 TWh, ma la fonte puntuale deve ancora essere inserita. Anche accettando provvisoriamente l’intervallo, il confronto con 7,53 TWh produce un saldo aritmetico tra 0,53 e 2,53 TWh. Questo non dimostra autosufficienza.
Il fotovoltaico produce di giorno e soprattutto nei mesi più luminosi. Ospedali e uffici hanno carichi diurni significativi; scuole e municipi possono presentare profili molto diversi. L’energia eccedente di un edificio non può essere attribuita automaticamente a un altro edificio pubblico senza una configurazione tecnica e contrattuale compatibile.
Le variabili operative
- Saját fogyasztás: quanta produzione coincide con i consumi dello stesso punto di connessione?
- Rete: la cabina e la rete locale possono accogliere l’immissione?
- Condivisione: comunità energetiche e configurazioni di autoconsumo possono valorizzare parte dell’energia, nei limiti delle regole applicabili.
- Accumulo: può spostare energia nel tempo, ma aggiunge costo, perdite e criteri di dimensionamento.
- Curtailement: una quota di produzione può non essere utilizzabile o immessa.
Emissioni evitate: la correzione
ISPRA riporta per il 2024 un fattore medio associato al consumo elettrico di 192,6 gCO₂/kWh. Applicato a 7,53 TWh dà un massimo contabile teorico del primo anno di circa 1,45 MtCO₂. Applicando uno scenario di realizzabilità del 60–80%, l’ordine di grandezza diventa 0,87–1,16 MtCO₂/anno.
Questa è una stima media, non marginale: non descrive necessariamente quali centrali ridurrebbero la produzione in ogni ora. Inoltre il fattore della rete diminuirà con la decarbonizzazione; per questo non viene presentata una semplice moltiplicazione costante per 25 anni.
Il ruolo dell’accumulo
L’accumulo può aumentare l’uso locale dell’energia, sostenere carichi serali e offrire flessibilità. Non va però aggiunto in modo uniforme a tutti gli edifici. Un ospedale con consumo continuo può avere già un autoconsumo elevato; una scuola chiusa in agosto può richiedere condivisione, gestione dei carichi o una batteria dimensionata sui profili reali.
Da energia teorica a valore pubblico
La metrica più utile non è soltanto il TWh prodotto. È la quota di energia autoconsumata, condivisa o immessa con valore economico, insieme alla riduzione dei costi dell’ente e alla resilienza dei servizi essenziali. Questa parte richiede dati di consumo che lo studio dovrà integrare nella fase successiva.








