Nel panorama globale dell’energy storage, l’ottenimento della prima certificazione ufficiale di un inverter grid-connected abbinato a batterie agli ioni di sodio segna una pietra miliare. Il risultato raggiunto dal team di Heiwit rappresenta non solo un passo avanti tecnologico, ma anche una validazione di sistema che spalanca nuove opportunità per l’integrazione delle rinnovabili e la decarbonizzazione delle reti elettriche.
Perché la certificazione di un inverter grid-connected è cruciale
Nel settore degli accumuli elettrochimici, la certificazione degli inverter per il collegamento in rete secondo normative come CEI 0-21 (bassa tensione) o CEI 0-16 (media tensione) è un prerequisito essenziale per garantire la sicurezza, l’affidabilità e la piena interoperabilità con i gestori di rete. Fino ad oggi, le certificazioni ufficiali erano riservate esclusivamente a sistemi basati su batterie al litio o piombo. Le batterie agli ioni di sodio, pur essendo già impiegate in progetti pilota, non avevano ancora superato la complessa procedura di testing e validazione richiesta dagli enti di certificazione.
Heiwit ha affrontato con successo questo iter, sviluppando una soluzione che prevede l’abbinamento di batterie agli ioni di sodio di ultima generazione con un inverter trifase di classe industriale, ottimizzato per gestire le caratteristiche di tensione e corrente tipiche del sodio.
Fasi della certificazione: prove, test e compliance
Il percorso verso la certificazione ha coinvolto test approfonditi di:
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Compatibilità elettromagnetica (EMC)
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Risposta ai comandi di rete (es. anti-islanding, regolazione frequenza/tensione)
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Sicurezza elettrica ed efficienza energetica
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Interfacciamento BMS-inverter, con monitoraggio e gestione attiva delle celle sodio
Uno degli aspetti più sfidanti è stato la taratura dei limiti di tensione e corrente, poiché le batterie agli ioni di sodio presentano curve di carica e scarica differenti rispetto al litio. Questo ha richiesto interventi di customizzazione firmware sull’inverter e sviluppo di nuove strategie di balancing, comunicazione CAN e algoritmi di protezione integrata.
Un primato che apre nuovi mercati
Il raggiungimento della prima certificazione grid-connected per il sodio colloca Heiwit come “first mover” a livello internazionale. Le potenzialità sono enormi: i sistemi agli ioni di sodio sono intrinsecamente più sicuri (no rischio termico, non infiammabili), sostenibili (assenza di litio e cobalto), e promettono costi inferiori con materie prime più abbondanti. Con la certificazione, ora possono essere installati in impianti incentivati, comunità energetiche e progetti utility-scale con piena conformità normativa.
Heiwit continua a investire nella ricerca e sviluppo per spingere oltre i limiti dell’innovazione e offrire soluzioni realmente disruptive nel settore dell’accumulo. Con questo traguardo, si apre una nuova era per le batterie agli ioni di sodio in Europa e nel mondo.
