
L’interesse verso gli investimenti sostenibili è in forte crescita. Secondo un recente rapporto “Sustainable Signals” del Morgan Stanley Institute for Sustainable Investing e Morgan Stanley Wealth Management, oltre il 77% degli investitori individuali a livello globale dimostra un crescente interesse verso aziende e fondi che non solo mirano a rendimenti finanziari competitivi, ma anche a un impatto positivo sociale e ambientale. Questo trend si riflette anche nella volontà di oltre la metà (54%) degli investitori di incrementare le loro allocazioni in investimenti sostenibili nel prossimo anno.
Questo aumento dell’interesse per la sostenibilità è attribuito a vari fattori, tra cui nuove scoperte scientifiche sul cambiamento climatico (53%) e la performance finanziaria degli investimenti sostenibili (52%). Le aziende con solide pratiche ESG (ambientali, sociali e di governance) sono sempre più percepite come in grado di generare rendimenti più elevati, con il 70% degli investitori che sostiene questa convinzione. Tuttavia, nonostante il crescente interesse, esistono preoccupazioni riguardo la trasparenza dei dati ESG e il rischio di greenwashing, ossia la rappresentazione degli investimenti come più sostenibili di quanto non siano in realtà.
Diversificare il portafoglio con investimenti green
Diversificare il portafoglio di investimenti è una strategia cruciale per gestire il rischio e ottimizzare i rendimenti. Questa pratica implica distribuire gli investimenti su diverse asset class, settori e aree geografiche per ridurre l’esposizione a eventuali fluttuazioni negative di mercato. Negli ultimi anni, la diversificazione non si limita più solo a tradizionali asset finanziari come azioni e obbligazioni, ma si estende anche a investimenti sostenibili e innovativi.
Oltre la metà degli investitori individuali ha dichiarato di voler aumentare le proprie allocazioni in investimenti sostenibili nel prossimo anno, riflettendo un trend crescente verso la sostenibilità. Questo cambiamento non solo risponde a una crescente consapevolezza ambientale, ma anche alla percezione che le pratiche ESG solide possano contribuire a rendimenti finanziari superiori. Investire in asset green può offrire opportunità di crescita in settori emergenti e sostenibili, che potrebbero avere un potenziale di crescita a lungo termine superiore rispetto ai settori tradizionali.
Investimenti green: le statistiche che devi conoscere
Il rapporto Global Sustainable Investment Review 2022, pubblicato dalla Global Sustainable Investment Alliance (GSIA) e sponsorizzato da HSBC Global Research, rivela che il totale degli asset investiti in attività sostenibili ha raggiunto i 30,3 trilioni di dollari a livello globale. Questo segna un significativo aumento rispetto al passato e indica una crescente maturità del settore. Nei mercati al di fuori degli Stati Uniti, come Canada, Europa, Giappone, Australia e Nuova Zelanda, gli asset sostenibili sono aumentati del 20% dal 2020.
Tuttavia, negli Stati Uniti, il valore degli asset sostenibili è diminuito da 17.000 miliardi di dollari nel 2020 a 8.400 miliardi di dollari nel 2022. Questo calo è dovuto a un inasprimento dei criteri di definizione degli investimenti sostenibili e a una maggiore attenzione verso il contrasto del greenwashing. In Europa, si osserva una riduzione annua del 5% nella quota di asset definiti come sostenibili, riflettendo la crescente severità delle normative di divulgazione e definizione.
In Italia, i rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) sono considerati fondamentali per la crescita economica e la stabilità finanziaria. Dal 2019, la Banca d’Italia ha integrato i criteri ESG nella gestione dei portafogli non destinati alla politica monetaria. La Carta degli investimenti sostenibili della Banca definisce tre linee d’azione: promuovere la trasparenza sulla sostenibilità, integrare i principi ESG nella gestione degli investimenti e pubblicare analisi sui rischi climatici e sostenibili. Il Rapporto annuale sugli investimenti sostenibili riflette queste pratiche, seguendo le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) e del Network for Greening the Financial System (NGFS).
Il rapporto sottolinea l’importanza di sviluppare definizioni più chiare e condivise per gli investimenti sostenibili e raccomanda una maggiore armonizzazione delle normative a livello globale. Tra le proposte figurano la creazione di una task force per allineare le normative sulla finanza sostenibile e l’adozione globale delle raccomandazioni della Taskforce on Nature-related Financial Disclosures (TNFD). Questi sforzi mirano a garantire una maggiore trasparenza e qualità dei dati, essenziali per la transizione verso un futuro sostenibile.
L’asset green di Heiwit
Gli investimenti green, come quelli legati all’energia rinnovabile e alle tecnologie ecologiche, stanno guadagnando terreno tra gli investitori. Questi asset non solo contribuiscono alla sostenibilità ambientale, ma spesso offrono anche vantaggi economici significativi. Tra le opzioni più promettenti per diversificare il portafoglio con un asset verde, i token di energia rinnovabile, come gli HEIWIT, stanno emergendo come una scelta innovativa e vantaggiosa.
Gli HEIWIT sono token che rappresentano una quota di potenza installata su impianti di energia rinnovabile. Ogni token corrisponde a una potenza di 100W e ha un codice unico che identifica una specifica parte di un impianto di produzione di energia verde. La proprietà di un HEIWIT consente di ricevere una parte proporzionale dei benefici economici derivanti dalla produzione di energia dell’impianto a cui appartiene.
Un HEIWIT viene emesso quando un nuovo impianto di produzione di energia rinnovabile entra in funzione e resta operativo per circa 30 anni. Il costo del token include la costruzione, la messa in funzione, la manutenzione ordinaria e la gestione operativa dell’impianto, ma esclude le spese straordinarie per riparazioni, trasferimenti e assicurazioni. I proventi della vendita dell’energia prodotta sono distribuiti proporzionalmente tra i possessori dei token.
Gli HEIWIT offrono numerosi vantaggi nella transizione verso un futuro energetico più sostenibile:
- facilitano la partecipazione alla transizione ecologica, contribuendo alla riduzione dell’impronta di carbonio e supportando la produzione di energia pulita.
- Possedere HEIWIT può generare ricavi attraverso la vendita di energia, offrendo così un ritorno economico che può aiutare a compensare l’aumento dei costi energetici.
- Con un prezzo intorno ai 100€, sono progettati per essere accessibili a un vasto pubblico, rendendo l’investimento in energia rinnovabile più conveniente rispetto all’installazione di impianti fotovoltaici domestici.
- Promuovono la decentralizzazione economica nella produzione di energia, riducendo la dipendenza da incentivi governativi e offrendo una soluzione autosufficiente.
- Investire in HEIWIT aiuta anche a compensare le emissioni di CO2, contribuendo alla riduzione delle emissioni e al miglioramento della qualità dell’aria.
Conclusioni
Incorporare asset green come gli HEIWIT nel proprio portafoglio di investimenti rappresenta una strategia intelligente per diversificare e ottenere benefici economici e ambientali. Con l’aumento dell’interesse verso gli investimenti sostenibili e la crescente consapevolezza riguardo alla sostenibilità, aggiungere un asset innovativo e verde al proprio mix di investimenti può non solo migliorare il rendimento del portafoglio, ma anche contribuire significativamente alla transizione verso un futuro energetico più sostenibile.
Con la possibilità di investire in energia rinnovabile a un prezzo accessibile e beneficiare dei proventi della produzione verde, gli HEIWIT offrono un’opportunità unica per chiunque desideri combinare obiettivi finanziari e ambientali. Non è mai stato così facile e vantaggioso fare la propria parte per un futuro più sostenibile, semplicemente investendo in energia rinnovabile.
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